Undici partite alla guida della Salernitana e solo dodici punti conquistati: un dato impietoso che fotografa il fallimento dell’avventura di Roberto Breda sulla panchina granata. Dall’inizio di gennaio, l’allenatore trevigiano ha collezionato tre vittorie, tre pareggi e cinque sconfitte, con una media di appena 1,09 punti a partita. E il penultimo posto in classifica, aggravato dall’ennesima prestazione indecorosa contro il Palermo, rende sempre più concreto lo spettro della Serie C. Nulla sembra essere cambiato, nemmeno dopo la sosta, che avrebbe dovuto offrire un’opportunità per riordinare le idee e dare un’identità alla squadra.
La Salernitana vive di episodi e di inerzia, incapace di mantenere continuità durante i novanta minuti e priva di una personalità degna della categoria. Nonostante investimenti significativi, un monte ingaggi elevato e ripetuti cambi in panchina, il club non è riuscito a imprimere alcuna svolta alla propria stagione, proseguendo in un crollo verticale che dura ormai da due anni. Breda, dal canto suo, non ha trovato la chiave per invertire la rotta, e anzi, rispetto alla gestione Martusciello, la squadra ha subito una preoccupante involuzione. Quattro punti nelle ultime quattro partite per Cerri e compagni, che anche nell’unico successo recente – contro il Modena – hanno mostrato gravi difficoltà.
La panchina di Breda è tutt’altro che al sicuro, ma la dirigenza sembra restia a un nuovo ribaltone. Ci sono state riflessioni, ma l’intenzione è quella di proseguire con l’attuale tecnico, scongiurando il ritorno di Martusciello. “Non sono una persona che fugge di fronte alle difficoltà e chiedo ai ragazzi di non cercare scuse. Se avessi anche solo il minimo dubbio sulle dimissioni, le avrei già presentate”, ha dichiarato Breda. Belle parole, ma la realtà dice altro: la Salernitana affonda e nessuno sembra avere il coraggio di assumersi le responsabilità di questo disastro. Il rischio del baratro è concreto e, senza un intervento drastico, il club è destinato a un tracollo annunciato.