Cyril Ngonge, attaccante del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Crc: “La sfida contro il Milan era fondamentale, soprattutto giocando in casa: dovevamo aggredire e far vedere da subito che siamo forti.. Un approccio aggressivo era la scelta naturale, perché siamo il Napoli. Lo si è visto chiaramente nel primo gol, frutto di uno schema provato in allenamento per tutta la settimana. Lo abbiamo preparato con cura e i giocatori lo hanno interpretato alla perfezione in campo. Chi è subentrato dalla panchina ha dato il proprio contributo nella fase finale della gara, portando freschezza ed energia. Verso la fine abbiamo sofferto, anche perché il Milan attaccava con giocatori di grande qualità, come Leao. Non era semplice, ma siamo riusciti a conquistare i tre punti. Cosa migliorare? Sicuramente la gestione della calma nei momenti finali, mantenendo il controllo della palla, la pressione alta e senza arretrare troppo, evitando di concedere spazi agli avversari.
Raggiungere quota 400 gol per Lukaku è un traguardo impressionante. Io non ho nemmeno disputato 400 partite, quindi solo questo confronto fa capire l’importanza di questo risultato. Ci siamo congratulati con lui, perché la sua esperienza si percepisce sia in campo che fuori, e la trasmette a tutti. È un vero valore aggiunto per la squadra. Per quanto riguarda il mio ruolo, sono nato come prima punta, ma nel tempo mi sono adattato a giocare anche da seconda punta e, in Olanda, sugli esterni. Se parliamo di esterno, preferisco giocare a destra con il piede invertito, ma in generale mi trovo meglio come seconda punta. Il lavoro difensivo? Sarebbe falso dire che mi entusiasma, ma nel calcio moderno è essenziale. È un aspetto in cui posso ancora migliorare, ma ho solo 24 anni, quindi ho tutto il tempo per affinare questa parte del mio gioco. Ovviamente, lo faccio volentieri per il bene della squadra. Conte ci chiede di abbassarci per aiutare il terzino, ma anche di restare larghi e non temere l’uno contro uno. Vuole che facciamo la differenza con cross, tiri, passaggi chiave e duelli individuali.
Gli allenamenti con Conte? Prima che arrivasse, un ex giocatore dell’Inter allenato da lui mi aveva detto che non sarei stato pronto, ma non gli avevo creduto. Poi, una volta in ritiro, abbiamo vissuto un mese di fatica incredibile. Non avevo mai svolto allenamenti così intensi in nessun’altra squadra, ma questo lavoro ci ha resi atleti straordinari, spingendoci oltre i nostri limiti. È stato un sacrificio che ha portato grandi risultati. Il Bologna sta facendo un’ottima stagione con Italiano, un allenatore che stimo molto. Giocano un calcio aggressivo e sono molto forti nei duelli individuali. Per noi sarà fondamentale superare bene la loro pressione, perché così potremo trovare spazi per andare in porta. Dovremo evitare errori banali, perché perdere palla nella loro metà campo potrebbe diventare pericoloso. La concentrazione sarà fondamentale quando saremo in possesso di palla. Per il finale di stagione? Non abbiamo timori, ma siamo focalizzati e consapevoli della qualità della nostra rosa. Affrontiamo ogni partita con lucidità, analizzandola nel dettaglio. Alla fine faremo i conti, ma nel frattempo diamo il massimo in ogni allenamento e in ogni gara.