Napoli

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, si è espresso in mattinata sulla questione stadio e non solo: “Da due anni sono alla ricerca di un’area adatta per il nuovo centro sportivo, dato che tra un anno dovrò lasciare Castel Volturno e a settembre sarà necessario posare la prima pietra. È essenziale individuare terreni che permettano ai giovani calciatori di raggiungere facilmente il campo, anche dopo la scuola. L’obiettivo è trovare circa 20 ettari per realizzare 10 campi da calcio e 7.500 metri quadrati di strutture aggiuntive. Inoltre, il calcio femminile non ha ancora ottenuto l’attenzione che merita. Alla presidente Meloni chiederei di occuparsi maggiormente del settore calcistico. Esiste una normativa che consente la costruzione di stadi con un supporto finanziario finalizzato a riequilibrare l’economia del settore, e ritengo che le soprintendenze non dovrebbero ostacolare questi progetti, poiché lo sport esula dalla loro competenza. Serve un intervento diretto del governo. Mi dispiacerebbe dover lasciare lo stadio Maradona, stiamo facendo il possibile per restare. Non posso garantire 10.000 posti auto, ma ci sono le fermate della metropolitana. Oltre ai parcheggi, il problema riguarda anche gli spazi commerciali. Vorrei uno stadio con 65.000 posti per i tifosi di casa e 3.000 per gli ospiti. È necessario valutare il livello di usura del Maradona: costruito nel 1959, è stato profondamente modificato nel 1990. Il professor Cosenza ci aiuterà a comprendere gli interventi necessari.

Qualsiasi lavoro strutturale potrebbe creare difficoltà, come dimostrato dal crollo sotto la curva avvenuto due anni fa. Se volessimo avvicinare gli spalti al campo, dovremmo affrontare lavori che ridurrebbero la capienza di 18.000 posti per settore ogni anno, ipotizzando che un intervento per settore richieda dodici mesi. Il vero nodo è un altro. Il sindaco Manfredi ha parlato della riapertura del terzo anello, ma io avevo immaginato di trasformarlo in spazi dedicati alle aziende e alle rappresentanze. Chi acquista questi ambienti lo fa più per prestigio e ospitalità che per pura passione sportiva. I fondi per il restyling del Maradona li metterò io, ma la fattibilità dell’opera dipende dalle verifiche in corso. Ho detto ad Abodi: perché effettuare controlli superflui per capire se Napoli potrà ospitare tre partite di Euro 2032? Bisognerebbe fissare una scadenza: se Napoli non completa il restyling entro il 2029, si scelga un’altra città. Non saremo pronti tra un anno. Inoltre, il problema commerciale legato alla ristrutturazione del Maradona rimane: dove potrei realizzare un centro commerciale al Centro Direzionale? L’ho chiesto sette mesi fa, ma la richiesta è stata respinta”.